All’indomani della conclusione della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il direttore artistico Alberto Barbera si è mostrato rilassato e soddisfatto. In un’intervista all’ANSA ha ripercorso il lavoro della giuria, presieduta dal regista americano Alexander Payne, e ha analizzato i risultati di un’edizione che ha visto un forte equilibrio tra valore cinematografico e impegno civile.
Il verdetto: equilibrio tra arte e spirito del tempo
Il Leone d’Oro 2025 è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, regista indipendente statunitense, mentre il Leone d’Argento è stato assegnato a The Voice of Hind Rajab della tunisina Kaouther Ben Hania, film dedicato alla tragica vicenda della bambina palestinese vittima a Gaza cinque anni fa.
Un verdetto che ha suscitato reazioni contrastanti, soprattutto da parte di chi avrebbe voluto vedere proprio Hind Rajab sul gradino più alto. Barbera, però, difende le scelte:
“La giuria ha discusso a lungo e in grande accordo. Da una parte si è privilegiato l’aspetto cinematografico, dall’altra lo zeitgeist, lo spirito del tempo. Credo sia un giudizio corretto, che va accettato. Ogni giuria avrebbe potuto decidere diversamente, ma fa parte del gioco.”
Nessuna tensione in giuria
Nei giorni successivi alla cerimonia finale, alcuni rumor avevano parlato di una protesta interna da parte della giurata brasiliana Fernanda Torres. Barbera ha smentito categoricamente:
“Non è assolutamente vero. Non ci sono stati problemi. Certo, si è discusso a lungo, ma sempre in modo civile e approfondito. Nessuna divisione insanabile, solo il normale confronto che avviene in giuria.”
Rinnovo nel 2026? Barbera guarda solo al presente
Il mandato di Barbera come direttore artistico scade nel 2026. Alla domanda su un possibile rinnovo biennale ha risposto con cautela:
“Non ci penso. La mia priorità è lavorare alla prossima edizione e mantenerla allo stesso livello di quest’anno. Non è un compito facile, ma è l’unico obiettivo che mi interessa.”
Numeri record per Venezia 82
L’edizione appena conclusa ha registrato un successo tangibile, sia in sala che online. I numeri parlano da soli:
103.033 biglietti venduti (+9% rispetto al 2024)
13.934 accrediti ritirati (+9% sul 2024)
13.978 prenotazioni per la sezione Venice Immersive (+16%)
1.700 partecipanti accreditati alle Masterclass, per la maggior parte giovani
44,4 milioni di visualizzazioni dei contenuti sui social e sul web ufficiale
855.125 interazioni (+12%) e 1,3 milioni di pagine visualizzate sul sito
Un successo che testimonia la crescente popolarità della Mostra e la capacità di Barbera di rinnovare il festival senza tradirne l’identità.
La qualità della selezione
Secondo Barbera, la selezione di quest’anno è stata “la più apprezzata degli ultimi anni”. La stampa internazionale ha sottolineato l’alta qualità media dei film presentati, dando grande visibilità soprattutto alle opere italiane.
Durante la conferenza stampa dei vincitori, il regista Gianfranco Rosi, premiato con il Premio speciale della Giuria per Sotto le Nuvole, ha lanciato un appello affinché il festival dedichi una sezione autonoma ai documentari. Barbera, però, ha ribadito la sua posizione:
“Quest’anno in selezione ufficiale c’erano ben quindici documentari. Da tempo ritengo che non esista più una netta differenza tra cinema del reale e di finzione. Non sono sicuro che creare una sezione separata sia la strada giusta.”
Progetti per il futuro: intelligenza artificiale e innovazione
Guardando avanti, Barbera non nasconde la volontà di continuare a innovare:
“Mi piace introdurre cambiamenti in ogni edizione, aggiungere sempre qualcosa di nuovo. Credo che la nuova frontiera del cinema sia l’intelligenza artificiale. Non nego che mi piacerebbe lavorare a una sezione dedicata, perché l’IA è ormai parte integrante del nostro tempo e del nostro immaginario.”
Oltre a questo, il direttore sottolinea di aver risolto diversi problemi logistici, ma ammette che resta ancora molto da fare. L’obiettivo è rendere la Mostra sempre più accessibile, inclusiva e internazionale, senza perdere il suo legame con Venezia e la sua storia.
Un’edizione da ricordare
La 82ª Mostra del Cinema di Venezia sarà ricordata non solo per i premi, ma anche per il livello artistico e la varietà di opere presentate. Dall’indie americano di Jarmusch al cinema civile di Ben Hania, passando per i documentari e i film italiani in concorso, Venezia si conferma un palcoscenico centrale del panorama mondiale.
Per Barbera, la sfida è già quella di Venezia 83: mantenere l’equilibrio tra spettacolo, riflessione e attualità, continuando a far crescere un festival che ogni anno attira migliaia di spettatori, professionisti e giornalisti da tutto il mondo.
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