Nel 2026 l’agroalimentare premium Made in Italy rafforza la propria presenza sui mercati internazionali, intercettando una domanda sempre più orientata a qualità, autenticità e tracciabilità. Olio extravergine d’oliva, formaggi DOP, conserve artigianali, salumi e vini di nicchia diventano ambasciatori di un modello produttivo che unisce territorio, cultura e saper fare.
La crescita è sostenuta da un posizionamento chiaro: il prodotto non viene più proposto solo come alimento, ma come esperienza culturale. Le imprese investono in filiere corte, valorizzazione delle materie prime locali e narrazione del territorio, raccontando storie di paesaggi, comunità e tradizioni produttive.
Le certificazioni di origine, i sistemi di tracciabilità e l’attenzione alla sostenibilità rafforzano la fiducia dei consumatori internazionali, soprattutto nei mercati nordamericani, europei e asiatici. Il Made in Italy agroalimentare premium si distingue così dalla concorrenza industriale, puntando su identità e differenziazione.
Anche il packaging e la comunicazione giocano un ruolo centrale, traducendo visivamente i valori del territorio e dell’artigianalità. Le aziende più dinamiche integrano export, e-commerce e canali specializzati, costruendo relazioni dirette con buyer, ristorazione di qualità e distribuzione selettiva.
Nel 2026, l’agroalimentare premium italiano si conferma non solo come settore economico strategico, ma come espressione di una cultura del cibo riconosciuta a livello globale, capace di unire gusto, paesaggio e identità nazionale.





