Il territorio della Bassa Ravennate, duramente colpito dalle alluvioni degli ultimi anni, diventa protagonista di un’importante iniziativa culturale e sociale. Dal 13 settembre al 5 novembre 2025 prende il via “Acqua”, una rassegna di spettacoli teatrali, concerti, incontri e conferenze promossa da Ater Fondazione in collaborazione con la Fondazione del Monte di Ravenna e Bologna.
Un cartellone di undici appuntamenti che pone al centro il tema del cambiamento climatico e delle sue conseguenze, con l’obiettivo di creare spazi di riflessione collettiva, dialogo e consapevolezza. Come ha spiegato il presidente di Ater, Natalino Mingrone, “Acqua vuole valorizzare le straordinarie caratteristiche umane e sociali di questi territori, offrendo momenti di condivisione e di crescita comunitaria”.
Le finalità della rassegna sono state sottolineate anche da Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione del Monte: “Dopo gli eventi drammatici che hanno colpito la Bassa Romagna, è fondamentale parlare alle comunità e stimolare un dialogo che spinga alla riflessione. Il cambiamento climatico è una realtà che ci riguarda tutti. Acqua diventa uno spazio in cui trasformare la fragilità in opportunità, dove consapevolezza e immaginazione camminano insieme”.
Il programma
La rassegna si aprirà il 13 settembre al Pavaglione di Lugo con Terre d’Acqua, lo spettacolo-conferenza già presentato lo scorso maggio all’Arena del Sole di Bologna. Sul palco Stefano Accorsi, Anna Ferzetti e lo scienziato Giulio Boccaletti uniranno teatro e divulgazione scientifica per raccontare come potrebbe evolvere il mondo nei prossimi cent’anni, in un contesto segnato da crisi climatiche sempre più gravi.
Il calendario proseguirà con una serie di eventi distribuiti nei comuni della Bassa Ravennate:
19, 20 e 21 settembre a Sant’Agata sul Santerno: Attorno a un tavolo. Piccoli fallimenti senza importanza, a cura del Teatro delle Ariette, spettacolo che esplora la quotidianità con ironia e intimità.
28 settembre a Bagnara di Romagna: Una riga nera al piano di sopra. Monologo per alluvioni al contrario, scritto e interpretato da Matilde Vigna, che intreccia il racconto del disastro del Polesine del 1951 con la voce ironica di una donna di oggi.
29 settembre a Bagnacavallo: lectio magistralis di Stefano Mancuso, uno dei più noti studiosi al mondo di neurobiologia vegetale, che affronterà il ruolo delle piante nell’affrontare la crisi ecologica.
3 ottobre a Fusignano e 9 ottobre a Massa Lombarda: concerti della Toscanini Academy, per portare la grande musica sinfonica nei luoghi simbolo della rinascita.
11 ottobre a Russi: musiche di Gianni Maroccolo e parole del filosofo Telmo Pievani nello spettacolo che unisce riflessione filosofica e suono contemporaneo.
14 ottobre ad Alfonsine: Canto alle vite infinite. Progetto Terra mater matrigna, con Elena Bucci, che racconta la relazione tra uomo e natura attraverso poesia e teatro.
28 ottobre a Conselice: incontro con il meteorologo Andrea Giuliacci, volto noto della divulgazione scientifica, che spiegherà in termini semplici i processi climatici e le sfide per il futuro.
24 ottobre a Cotignola: serata dedicata a musica e cinema, per intrecciare linguaggi artistici differenti nel racconto del rapporto tra acqua e comunità.
5 novembre a Russi: chiusura con il teatro di figura di Mariasole Brusa nello spettacolo Golem_e Fango è il mondo, produzione de La Biennale di Venezia che esplora la materia e il mito con una narrazione potente e simbolica.
Cultura come strumento di resilienza
La scelta del titolo Acqua non è casuale. L’acqua, elemento vitale ma anche forza distruttrice, diventa metafora di fragilità e resilienza, di distruzione e rinascita. La rassegna vuole infatti trasformare il dolore e le difficoltà delle comunità colpite dalle alluvioni in occasioni di rinascita culturale, offrendo strumenti di riflessione collettiva sul futuro.
Attraverso la combinazione di arti performative, divulgazione scientifica e incontri con esperti, Acqua intende far emergere la centralità della cultura come veicolo di consapevolezza e come strumento di unione sociale.
Gli appuntamenti, distribuiti tra diversi comuni del Ravennate, non sono soltanto eventi culturali, ma occasioni per riattivare la socialità e rinsaldare il senso di appartenenza delle comunità locali. In questo senso, la rassegna diventa un vero e proprio percorso collettivo verso una maggiore coscienza ambientale e sociale, in un’epoca in cui il cambiamento climatico non è più una minaccia lontana, ma una realtà quotidiana.
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