Nel 2026 l’Abruzzo avvia un programma innovativo che trasforma i parchi nazionali in veri e propri laboratori culturali. Il Gran Sasso, la Maiella e il Parco Nazionale d’Abruzzo vengono ripensati come spazi di narrazione storica, scientifica e antropologica, superando l’idea del parco come semplice area naturale protetta.
Il progetto integra musei locali, centri visita evoluti, archivi territoriali e attività educative per raccontare il rapporto profondo tra comunità umane e ambiente montano. La cultura diventa uno strumento di presidio territoriale, capace di rafforzare l’identità locale e contrastare lo spopolamento delle aree interne.
Attraverso laboratori, percorsi didattici e iniziative partecipative, i parchi diventano luoghi di conoscenza condivisa, in cui biodiversità, storia e memoria collettiva si intrecciano. Le comunità locali sono coinvolte come protagoniste attive nella costruzione del racconto del territorio.
L’Abruzzo propone così un modello in cui tutela ambientale e sviluppo culturale procedono insieme. I parchi non sono più spazi isolati, ma sistemi vivi capaci di generare consapevolezza, appartenenza e nuove opportunità economiche e sociali.





