Nel 2026 Milano avvia un progetto culturale che trasforma i mercati rionali in spazi di narrazione urbana e partecipazione, riconoscendoli come luoghi chiave della vita quotidiana. Bancarelle, botteghe storiche, angoli di street food e piccoli punti di incontro diventano scenari culturali in cui la cittร racconta se stessa attraverso installazioni leggere, performance site-specific, fotografia di quartiere e micro-laboratori dedicati alla memoria orale.
Lโobiettivo non รจ musealizzare i mercati nรฉ renderli โeventiโ, ma valorizzarli come infrastrutture sociali vive: luoghi dove gesti, linguaggi, abitudini e relazioni costruiscono identitร urbana. Il mercato viene letto come spazio culturale spontaneo, dove lโeconomia di prossimitร incontra la comunitร e la cultura si manifesta nel ritmo reale delle giornate.
Il progetto coinvolge artisti, associazioni di zona, commercianti e residenti. Le attivitร sono pensate per integrarsi nel flusso quotidiano: piccole mostre fotografiche che raccontano la storia del quartiere, incontri con anziani e bottegai per raccogliere racconti, degustazioni guidate legate a ricette popolari e performance che lavorano su suoni, parole e ambienti del mercato.
In questo modo Milano porta la cultura fuori dai circuiti istituzionali, rendendola piรน accessibile e distribuita. La cittร costruisce un modello in cui il patrimonio popolare non รจ nostalgia, ma risorsa contemporanea: un archivio vivo fatto di volti, voci e gesti ripetuti.
Nel 2026 il mercato diventa una nuova piazza culturale: concreta, sociale e profondamente milanese. Un luogo in cui arte, cucina e memoria popolare si incontrano, generando appartenenza e valorizzando la cittร che vive ogni giorno, non solo quella che si visita.




