Il Gruppo Prada ha finalizzato l’acquisizione di Versace per una cifra stimata tra $1.3 e $1.4 miliardi di dollari, un’operazione che unisce sotto lo stesso tetto due dei marchi più iconici e influenti della moda italiana. L’accordo, giunto al termine dopo mesi di approvazioni regolatorie, ha l’obiettivo primario di rilanciare Versace, che negli anni precedenti ha registrato flessioni nei ricavi e nella redditività, posizionando il brand all’interno di una struttura finanziaria e produttiva più solida. La nuova governance vede Lorenzo Bertelli assumere il ruolo di executive chairman di Versace, affiancando l’attuale CEO, Emmanuel Gintzburger. Il percorso di riposizionamento estetico sarà guidato dal direttore creativo Dario Vitale, ex Miu Miu.
Il piano industriale post-acquisizione è fortemente incentrato sul rafforzamento del “fatto in Italia”. L’integrazione prevede l’inserimento graduale di Versace nella vasta rete produttiva italiana di Prada, che include fabbriche proprietarie, academy interne e programmi di formazione per nuovi artigiani. Questo approccio strategico mira a elevare la qualità e la tracciabilità della supply chain di Versace, consolidando il peso del Made in Italy sulle catene globali del lusso.L’unione di Prada e Versace crea un nuovo powerhouse del lusso italiano, capace di competere in modo più efficace con i grandi conglomerati francesi. L’operazione non è solo finanziaria, ma culturale: mira a preservare l’eredità, il design e l’artigianato italiano, garantendo che l’innovazione e la produzione etica rimangano al centro della loro offerta globale, in un momento in cui l’intero settore è sotto la lente d’ingrandimento per le pratiche di lavoro e trasparenza.





