La 69a edizione del Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Venezia, intitolata “L’Astro Interiore”, ha preso il via l’11 ottobre, promettendo un viaggio sonoro che trascende i confini terrestri e di genere. Sotto la direzione di Caterina Barbieri, il Festival (in programma fino al 25 ottobre) esplora il concetto di musica cosmica: non uno stile specifico, ma il potere generativo del suono di “creare nuovi mondi, al di là di rigide definizioni di genere o affiliazioni storiche”.
L’immagine dell’astro interiore simboleggia “il desiderio di vastità” e la “vibrazione che permea il cosmo”, aprendo all’incontro con l’ignoto. Il programma intreccia magistralmente musica elettronica e minimalismo con incursioni nella musica antica, folk, drone, techno e Afrofuturismo. L’inaugurazione è stata segnata da una suggestiva processione musicale sull’acqua dell’artista boliviano Chuquimamani-Condori, culminata con il concerto del duo Los Thuthanaka.
Tra gli eventi di punta, spicca la nuova commissione al compositore americano William Basinski, che reimmagina un suo lavoro con pianoforti, percussioni e, in un omaggio a Venezia, motori di vaporetto. Saranno presenti nomi illustri come la pioniera italiana-americana Suzanne Ciani in collaborazione con Actress, il duo drone metal Sunn O))) e l’anteprima europea di “The Expanding Universe” di Laurie Spiegel, un’opera seminale dell’elettronica analogica. Il Festival si distingue anche per l’attenzione all’Afrofuturismo con artisti come Nkisi e Carl Craig da Detroit, celebrando la diversità e l’inclusività della musica contemporanea.





