Nel 2026 si diffonde lungo le coste italiane una rete sempre più articolata di cammini panoramici che permettono di attraversare a piedi lunghi tratti del litorale mediterraneo. Antiche vie di pescatori, sentieri sulle falesie, percorsi tra dune, pinete e piccoli porti diventano infrastrutture leggere di un turismo lento, capace di restituire continuità al rapporto tra mare, paesaggio naturale e insediamenti umani.
Il cammino costiero privilegia il tempo lungo e la dimensione esperienziale: soste nei borghi marinari, ospitalità diffusa, cucina locale legata alla pesca e all’agricoltura costiera, osservazione delle trasformazioni ambientali e della biodiversità marina. Il viaggio non è più consumo rapido di spiagge, ma attraversamento consapevole di territori complessi, dove natura e cultura convivono da secoli.
Questa forma di turismo contribuisce anche a ridistribuire i flussi lungo tratti meno congestionati del litorale, sostenendo economie locali spesso marginali rispetto ai grandi poli balneari. Piccole strutture ricettive, servizi per camminatori, guide ambientali e produzioni gastronomiche locali trovano nuove opportunità di sviluppo legate alla mobilità lenta.
Nel 2026 il cammino sul mare diventa così una nuova modalità di relazione con il Mediterraneo: più silenziosa, sostenibile e profondamente umana. Camminare lungo la costa significa leggere il paesaggio passo dopo passo, trasformando il viaggio in esperienza di ascolto e contemplazione.






