Nel 2026 Trieste rafforza il dialogo con la propria identità mitteleuropea attraverso percorsi letterari, incontri culturali e programmi dedicati alla scrittura di confine. I caffè storici, le librerie indipendenti e gli spazi di lettura diventano luoghi centrali di produzione culturale, dove memoria e contemporaneità si intrecciano.
La città valorizza la tradizione di autori, lingue e culture diverse che hanno attraversato il territorio, trasformandola in risorsa per il presente. Letteratura, migrazione, pluralità linguistica e identità europea diventano temi di confronto pubblico, capaci di raccontare Trieste come spazio di passaggio e incontro.
Gli eventi culturali privilegiano formati intimi: dialoghi tra scrittori, letture condivise, conversazioni nei caffè e percorsi urbani narrativi. Questo approccio restituisce alla cultura una dimensione quotidiana e accessibile, lontana dalla spettacolarizzazione.
Nel 2026 Trieste conferma la propria vocazione di città ponte tra mondi diversi. La cultura mitteleuropea non è solo eredità storica, ma pratica viva di dialogo, apertura e attraversamento delle differenze.






