Nel 2026 Torino sviluppa nuovi percorsi culturali dedicati alla moda intesa come memoria industriale e linguaggio contemporaneo, costruendo un racconto che unisce manifattura, lavoro, archivi tessili e identità urbana. Mostre, collezioni storiche, materiali d’archivio e progetti educativi trasformano la moda in una chiave culturale per leggere il passato produttivo della città e immaginare nuove traiettorie creative.
Il focus non è la moda come lusso o immagine glamour, ma come cultura materiale: filiere, tessuti, tecniche, macchinari, competenze e trasformazioni sociali. Torino mette al centro la dimensione del lavoro e la storia industriale che ha plasmato il territorio, mostrando come lo stile sia spesso il risultato di una struttura produttiva, di un sapere tecnico e di un ecosistema urbano.
L’archivio diventa strumento contemporaneo. La città rafforza la conservazione e l’accessibilità di collezioni, campionari e documenti tessili, collegandoli a nuove produzioni culturali e a progetti con scuole, università e designer emergenti. Il passato non viene conservato per essere fermo, ma per generare nuove idee.
Residenze, workshop e laboratori permettono di mettere in dialogo professionisti creativi e materiali storici, creando un confronto tra tradizione e innovazione. Torino propone così un modello in cui la moda è un linguaggio culturale che racconta società, industria e trasformazione urbana.
Nel 2026 la città rafforza una cultura del design radicata nel territorio e nel lavoro, dimostrando che la moda può essere archivio e futuro insieme. La produzione culturale non nasce solo dall’immagine, ma dalla memoria concreta delle cose fatte, dei materiali e dei gesti che hanno costruito l’identità industriale torinese.






