Nel 2025 Reggio Emilia rinnova il proprio modello educativo, rafforzando una visione in cui l’infanzia è riconosciuta come dimensione culturale centrale della città. Scuole, atelier e spazi pubblici diventano luoghi di produzione culturale, non solo educativa, dove il pensiero dei bambini viene valorizzato come risorsa collettiva.
Mostre, laboratori e progetti artistici raccontano l’infanzia come punto di vista sul mondo. Il bambino non è destinatario passivo di contenuti, ma protagonista del processo culturale, capace di interpretare, immaginare e trasformare la realtà attraverso linguaggi espressivi diversi.
Questo approccio rafforza il legame tra educazione, cultura e comunità. L’apprendimento precoce viene riconosciuto come elemento identitario, capace di generare coesione sociale e senso civico. La città si racconta anche attraverso lo sguardo dei più piccoli, restituendo una visione più aperta e inclusiva dello spazio urbano.
Reggio Emilia utilizza l’educazione come strumento culturale diffuso, che coinvolge famiglie, insegnanti, artisti e cittadini. L’infanzia diventa così patrimonio condiviso, non confinato agli spazi scolastici, ma presente nella vita pubblica.
Nel 2025 la città conferma un modello in cui cultura ed educazione coincidono. L’infanzia non è solo futuro, ma parte attiva e viva del presente culturale della comunità.






