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Thursday, February 12, 2026

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Nuove Regole in Italia Alza l’Asticella per l’Etichettatura “Made in Italy” dei Brand di Moda

Made in ItalyNuove Regole in Italia Alza l'Asticella per l'Etichettatura "Made in Italy" dei Brand di Moda

Le autorità italiane hanno introdotto regole di filiera più stringenti per i brand di moda che desiderano utilizzare l’etichetta di prestigio “Made in Italy“. Le nuove normative inaspriscono i requisiti, imponendo alle aziende di dimostrare che le fasi significative della produzione avvengano effettivamente sul territorio italiano e non si limitino a semplici operazioni di assemblaggio o rifinitura. Questa mossa è fondamentale per combattere l’uso improprio e fuorviante dell’etichetta, noto come Italian Sounding, e per proteggere i consumatori e l’autentico know-how artigianale nazionale.

L’introduzione di criteri di tracciabilità più rigorosi richiede che le aziende documentino l’origine dei materiali, le specifiche tecniche della lavorazione e la localizzazione geografica dei processi chiave, dall’ideazione alla confezione. Questo rafforza la fiducia nel brand “Made in Italy”, che è sinonimo globale di qualità, design e alto valore aggiunto. Sebbene questa iniziativa sia stata accolta con favore dai grandi brand e dalle associazioni di categoria che investono nella produzione domestica (come Confindustria Moda), essa pone un onere di conformità e costo maggiore per le piccole imprese e le start-up che potrebbero faticare a implementare sistemi di tracciabilità complessi lungo tutta la loro supply chain.

Le nuove regole si allineano perfettamente con il trend globale verso la trasparenza e la sostenibilità nella moda. L’Italia intende garantire che l’etichetta sia un indicatore affidabile non solo della qualità, ma anche del rispetto degli standard di labour e ambientali. Questo posizionamento strategico è cruciale in un momento in cui l’industria tessile e dell’abbigliamento italiana deve affrontare un calo delle esportazioni (registrato nei primi sette mesi del 2025) e la concorrenza dell’ultra fast fashion. L’obiettivo è proteggere il valore intrinseco e l’eccellenza della manifattura italiana sul mercato internazionale.

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