Nel 2026 ricerche storiche mostrano come l’introduzione dell’illuminazione pubblica a gas e poi elettrica abbia trasformato profondamente le città italiane dell’Ottocento. Strade illuminate aumentarono sicurezza, attività commerciali serali e vita sociale urbana.
La notte smise di essere spazio di pericolo e inattività, diventando tempo produttivo e culturale. Teatri, caffè e passeggiate serali cambiarono il ritmo della città moderna.
Prima dell’illuminazione pubblica organizzata, le città italiane dopo il tramonto erano avvolte nell’oscurità, rotte solo da qualche lanterna privata o dalla luce fioca delle candele votive. Le strade diventavano pericolose, la mobilità si riduceva drasticamente, le attività sociali ed economiche si concentravano nelle ore diurne. I coprifuoco notturni erano comuni, imposti sia per ragioni di sicurezza che di controllo sociale.
L’introduzione dell’illuminazione a gas, iniziata nelle principali città italiane tra gli anni Trenta e Cinquanta dell’Ottocento, segnò una rivoluzione. I lampioni a gas permettevano una luminosità superiore e più uniforme rispetto alle vecchie lanterne a olio. Le amministrazioni cittadine dovettero investire nella costruzione di gasometri, nella posa di reti di tubature sotterranee, nell’assunzione di lampisti incaricati dell’accensione e manutenzione quotidiana.
La luce artificiale modificò radicalmente l’uso dello spazio urbano. I negozi potevano rimanere aperti più a lungo, i teatri e i caffè prolungavano gli spettacoli serali, le piazze diventavano luoghi di ritrovo anche dopo cena. Nasceva la figura del “flaneur”, il passeggiatore urbano che attraversava la città notturna illuminata, osservando vetrine, incontrando conoscenti, partecipando alla vita sociale serale.
L’illuminazione pubblica aveva anche funzioni di controllo sociale e sicurezza. Le autorità ritenevano che le strade illuminate riducessero la criminalità e facilitassero la sorveglianza poliziesca. La luce diventava strumento di ordine pubblico, capace di rendere visibile e disciplinabile lo spazio urbano notturno.
Con l’arrivo dell’elettricità alla fine del secolo, l’illuminazione divenne ancora più intensa ed economica. Le città italiane installarono lampioni elettrici lungo i viali principali, nei giardini pubblici, davanti agli edifici monumentali. L’elettrificazione urbana accompagnava la modernizzazione dei trasporti pubblici, con l’introduzione dei tram elettrici che prolungavano ulteriormente la giornata lavorativa e sociale.
Questa trasformazione segna una svolta nella percezione dello spazio urbano e del tempo quotidiano, annunciando la città contemporanea che non dorme mai.






