La rete DiCultHer, con il suo Presidente Prof. Carmine Marinucci, annuncia il suo Primo Congresso Nazionale dedicato a “Coltivare, Educare, Umanizzare”, con il sottotitolo “Laboratorio di Intelligenza Culturale nell’Era dell’IA”. L’appuntamento si terrà online il 9 e 16 ottobre 2026, come momento di “respiro e riflessione” per scuole, musei, archivi, università e comunità educanti che già sperimentano il dialogo tra cultura e tecnologie intelligenti.
Il Congresso nasce per dare riconoscimento a un lavoro diffuso e spesso silenzioso e per rimettere al centro l’IA non come oggetto feticcio, ma come occasione di ripensamento comunitario. Tre i verbi-chiave che fanno da bussola programmatica: coltivare (la cultura come cura nel tempo e nei territori), educare (l’IA come questione eminentemente educativa) e umanizzare (innovazione orientata alla dignità, alle relazioni e alla democrazia). Tali direttrici sono presentate nelle linee introduttive e nella visualizzazione di sintesi del Congresso.
L’organizzazione prevede un percorso aperto articolato in più tappe: 13 febbraio 2026, lancio della Call for Papers; webinar continuativi da febbraio ad agosto; chiusura della Call il 30 agosto; selezione dei contributi il 30 settembre; quindi le due giornate congressuali di ottobre. Tutte le attività si svolgeranno in modalità full online tramite i webinar del venerdì pomeriggio e la piattaforma DiCultHer Academy.
La Call invita studiose e studiosi, docenti, ricercatrici e ricercatori, educatori, operatori culturali, professionisti del patrimonio, dottorandi e gruppi interdisciplinari a presentare contributi teorici e pratici. Le aree tematiche comprendono: IA, Cultura e Patrimonio (valorizzazione e comunità patrimoniali), IA ed Educazione (IA literacy, cittadinanza digitale, MOOC), Etica, Diritti e Responsabilità (democrazia, trasparenza, bias), Pratiche ed Esperienze (scuole, università, musei, public engagement), e Prospettive Teoriche (Digital Humanities e nuovi paradigmi).
I contributi selezionati confluiranno nel programma del Congresso e in percorsi di documentazione e restituzione a cura della rete, tra cui la rivista Culture Digitali (ISSN 2785-308X) e il quarto volume della serie “Patrimonio Culturale Digitale” (Stamen), con l’obiettivo di generare continuità e valore pubblico oltre l’evento.
In occasione del Congresso sarà istituito il Premio “Dino Buzzetti”, dedicato alla figura fondatrice delle Digital Humanities, per valorizzare i migliori “oggetti di Intelligenza Culturale” realizzati da giovani, scuole e comunità educanti, in ambiti che spaziano dall’IA e dalla cultura alla cittadinanza digitale.
Sempre, con una visione innovativa, tutti i partecipanti al Congresso Nazionale riceveranno un esclusivo Badge Digitale in Blockchain attestante la loro partecipazione reale, oltre alle competenze acquisite nelle fasi propedeutiche. Il supporto tecnico per questo servizio di tracciamento delle competenze è offerto da Lutinx.com, all’interno del progetto BBadges, avviato con DiCulther ancora nel 2019.
Con questa iniziativa, presentata nel segno di una comunità che si riconosce e si mette in dialogo, DiCultHer punta a rafforzare il legame tra pensiero critico, sperimentazione e responsabilità sociale, aprendo uno spazio condiviso in cui memoria e futuro si incontrano. Per informazioni e aggiornamenti, la rete invita a seguire i canali ufficiali e la DiCultHer Academy.






