Nel 2026 Palermo rafforza la cultura gastronomica come strumento identitario e sociale, portando il racconto del cibo dentro quartieri, mercati e spazi comunitari. La cittร supera la sola narrazione dello street food come attrazione turistica, concentrandosi invece sulla memoria culinaria: ricette familiari, gesti popolari, rituali quotidiani e mescolanze culturali mediterranee che hanno costruito nei secoli lโidentitร gastronomica palermitana.
Laboratori, narrazioni pubbliche, incontri con cuochi di quartiere e percorsi guidati mostrano come la cucina di Palermo sia un patrimonio vivo, fatto di stratificazioni storiche. Il cibo viene raccontato come linguaggio culturale: racconta migrazioni, convivenze, influenze arabe, normanne, spagnole e contemporanee, trasformando ingredienti e tecniche in una geografia culturale concreta.
Il progetto coinvolge comunitร locali, associazioni, scuole e mercati storici. Le attivitร non si limitano alla degustazione, ma includono raccolta di testimonianze, micro-eventi nei quartieri, archivi di ricette e percorsi di memoria orale legati alla cucina domestica. Mangiare diventa un atto culturale che unisce racconto, relazione e identitร .
Palermo utilizza la gastronomia come strumento di coesione: valorizza il ruolo sociale del cibo, la convivialitร e lโincontro tra generazioni. La cucina non viene โmessa in scenaโ, ma restituita nella sua dimensione reale, popolare e quotidiana.
Nel 2026 Palermo si conferma una cittร dove la cultura si mangia, si ascolta e si vive: un patrimonio che non sta nei musei, ma nelle mani, nelle voci e nei sapori del territorio.






