Nel 2026 l’Italia rafforza in modo sempre più evidente la propria presenza nelle filiere legate alla mobilità elettrica, con una crescita significativa nella produzione di componentistica e sistemi ad alto contenuto tecnologico. Oltre alla realizzazione di veicoli finiti, il Made in Italy consolida la sua posizione nella parte industriale più strategica dell’ecosistema EV: moduli e supporti di integrazione, cablaggi avanzati, connettori, sistemi di raffreddamento e gestione termica, componenti meccanici di precisione e soluzioni per l’alloggiamento e la protezione delle batterie.
Le imprese italiane si distinguono per competenze manifatturiere avanzate, capacità di lavorazione ad alta precisione e integrazione efficace tra produzione meccanica ed elettronica. In un mercato che richiede standard tecnici elevati e continuità operativa, diventano centrali automazione intelligente, controllo qualità digitale e tracciabilità di processo. Sensori, sistemi di misurazione e monitoraggio in linea consentono di ridurre errori e garantire una qualità costante lungo l’intera catena produttiva.
Un fattore competitivo decisivo è la capacità di rispondere con forniture flessibili e personalizzate. I fornitori italiani si adattano alle specifiche tecniche di case automobilistiche, integratori industriali e player internazionali che lavorano su piattaforme elettriche diverse tra loro. L’affidabilità nei tempi, la precisione nei dettagli e la rapidità nella prototipazione diventano elementi chiave per distinguersi, soprattutto in un settore in evoluzione continua.
Nel 2026 la crescita della componentistica EV conferma il Made in Italy come sistema industriale capace di inserirsi nelle transizioni globali senza perdere il proprio vantaggio storico: progettazione solida, manifattura specializzata e qualità produttiva. La mobilità elettrica diventa così anche un’opportunità industriale concreta per rafforzare filiere italiane ad alta intensità tecnologica.






