Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha inaugurato l’inizio del 2025 con l’annuncio di un significativo stanziamento di $250 milioni di euro interamente dedicato al settore della moda italiana. L’obiettivo di questo pacchetto finanziario รจ duplice: sostenere il comparto, composto in larga parte da Piccole e Medie Imprese (PMI), nell’uscita dalla fase di rallentamento economico registrata (con esportazioni di tessile e abbigliamento in calo del 2,5% nei primi sette mesi dell’anno) e incoraggiare investimenti strategici per il futuro. Le risorse sono state pensate per finanziare la digitalizzazione, l’internazionalizzazione, la transizione green e la formazione di nuove competenze lungo l’intera filiera produttiva, dal tessile-abbigliamento agli accessori di lusso.
Il piano prevede l’erogazione dei fondi attraverso una combinazione di strumenti mirati, inclusi contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Questi strumenti saranno destinati in particolare a interventi volti a migliorare l’efficienza energetica delle unitร produttive, all’adozione di tecnologie Industria 4.0, allo sviluppo di piattaforme e-commerce proprietarie e, crucialmente, a progetti di tracciabilitร e sostenibilitร resi necessari dalle nuove normative europee (come il Green Deal e le direttive sulla moda circolare). Questo impegno finanziario si allinea con il Protocollo di Milano, che chiede maggiore legalitร e trasparenza nella supply chain.Nonostante la cifra, pur ingente, non sia considerata “risolutiva” da parte degli operatori del settore (come la Camera Nazionale della Moda Italiana), lo stanziamento di $250 milioni rappresenta un segnale politico forte e inequivocabile. Il Governo ha cosรฌ confermato che l’industria della moda รจ un asset strategico fondamentale per l’economia italiana, meritevole di un accompagnamento specifico nella trasformazione post-crisi. L’investimento mira a rafforzare la leadership globale del Made in Italy e a garantire che la sua competitivitร futura si basi su innovazione e responsabilitร .






