Alle OGR Torino, il 19 e 20 ottobre 2026, l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) ha presentato il Position Paper “Torino Spazio Futuro”, un pacchetto di proposte per far crescere la space economy italiana. Torino ha riunito istituzioni, industria aerospaziale, università e startup, con il sostegno di Fondazione CRT.
Punti chiave
- “Torino Spazio Futuro – Space Horizons: The New Space Economy” si è svolto il 19 e 20 ottobre 2026 alle OGR Torino, in corso Castelfidardo 22.
- ANGI ha presentato un Position Paper con proposte su competitività, investimenti e competenze del settore spaziale.
- Secondo l’indagine LAB21 per ANGI, l’82,1% degli italiani riconosce i benefici delle tecnologie spaziali, ma solo il 38,9% si sente informato.
- Il 69,9% degli intervistati chiede più investimenti pubblici italiani nella space economy.
Che cosa propone il Position Paper
Il documento parte da una constatazione. L’Italia ha competenze industriali e scientifiche nello spazio, ma fatica a trasformarle in crescita diffusa. Le proposte riguardano tre fronti: sostenere la competitività delle imprese, attirare capitali e trattenere le professionalità formate negli atenei. Durante le due giornate il confronto ha toccato le nuove infrastrutture orbitali, le applicazioni satellitari, i modelli di business emergenti e il ruolo delle startup.
Gabriele Ferrieri, presidente di ANGI, ha spiegato che il Position Paper serve a «trasformare questo confronto in proposte concrete per il futuro dell’industria spaziale italiana», chiedendo una collaborazione più stretta tra istituzioni, imprese e ricerca e un ruolo attivo per i giovani.
Perché Torino punta sull’aerospazio
Il capoluogo piemontese non è una scelta casuale. Qui lavorano Thales Alenia Space e ALTEC, operano gli atenei e gli incubatori come I3P, che gestisce anche ESA BIC Turin. Andrea Tronzano, assessore al Bilancio della Regione Piemonte, ha descritto una rete che tiene insieme grandi gruppi, PMI, università e istituzioni, con l’obiettivo di fare di Torino un nodo della space economy europea.
Chiara Foglietta, assessora alla Transizione ecologica e digitale, Innovazione e Trasporti del Comune, ha ricordato il titolo di Capitale Europea dell’Innovazione ottenuto dalla città. Per lei è un impegno da mantenere, più che un traguardo.
Sul fronte delle startup, Matteo Pessione, coordinatore di OGR Tech, ha riferito un aumento sensibile delle candidature italiane ed europee ai programmi di accelerazione come Takeoff. Il segmento downstream, cioè servizi e applicazioni basati sui dati spaziali, sta crescendo anche grazie all’intelligenza artificiale. È lo stesso filone delle tecnologie satellitari italiane per il monitoraggio ambientale, mentre la città ospita ogni anno l’Italian Tech Week.
Filiera industriale e Lunar Economy
Stefano Beco, coordinatore del settore Aerospazio di AIAD (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), ha descritto la filiera come una catena del valore. Le grandi aziende portano capacità di investimento, PMI e startup portano velocità. Insieme devono reggere la concorrenza internazionale.
Lo sguardo più lungo è arrivato da Andrea Mascaretti, deputato e presidente dell’Intergruppo parlamentare Space Economy. La prossima tappa, secondo lui, sarà la Lunar Economy, con attività e servizi sulla Luna. Mascaretti ha indicato proprio Torino come possibile sede per la realizzazione di uno dei primi moduli abitativi lunari.
Che cosa pensano gli italiani dello spazio?
L’indagine realizzata da LAB21 per ANGI, illustrata da Roberto Baldassari, direttore del Comitato scientifico dell’associazione, misura uno scarto evidente. I benefici sono percepiti, l’informazione manca.
| Dato dell’indagine LAB21 per ANGI | Percentuale |
|---|---|
| Riconosce i benefici delle tecnologie spaziali nella vita quotidiana | 82,1% |
| Ritiene necessario aumentare gli investimenti italiani | 69,9% |
| Indica l’ambiente come principale ambito di utilità futura | 56,4% |
| Considera prioritario il monitoraggio ambientale via satellite | 45,7% |
| Teme l’uso militare dello spazio | 41,8% |
| Si ritiene adeguatamente informato sul settore | 38,9% |
| Teme l’inquinamento orbitale | 38,6% |
| Teme i costi per le finanze pubbliche | 33,4% |
Baldassari lo ha chiamato «il paradosso della consapevolezza». I cittadini chiedono più trasparenza e una governance che tenga insieme iniziativa privata e fiducia nelle istituzioni pubbliche.
Chi ha partecipato
Il programma ha coinvolto, tra gli altri, Vincenzo Giorgio (Thales Alenia Space e ALTEC), Roberto Angelini, responsabile del sito torinese di Thales Alenia Space, i vertici di Università e Politecnico di Torino, Patrizia Polliotto, segretario generale di Fondazione CRT, e rappresentanti di RINA, aizoOn, LINKS, Azimut Investments e INGV. Ai più giovani si è rivolto Stefano Serra, managing director di TESEO S.p.A. – EES Clemessy Italy (gruppo Eiffage), chiedendo ambizione, rapidità di esecuzione e fiducia nella collaborazione.
Per chi lavora nel settore, il prossimo passo è leggere il Position Paper e capire quali proposte entreranno nell’agenda regionale e nazionale. I materiali sono disponibili tramite il sito di ANGI.
Domande frequenti
Che cos’è Torino Spazio Futuro?
È l’iniziativa promossa da ANGI con il sostegno di Fondazione CRT e ospitata dalle OGR Torino il 19 e 20 ottobre 2026, dedicata alle prospettive dell’industria spaziale italiana.
Chi ha realizzato l’indagine sulla space economy?
LAB21, research partner dell’evento insieme ad ANGI Ricerche. I risultati sono stati presentati da Roberto Baldassari, direttore del Comitato scientifico ANGI.
Dove si trova il Position Paper?
Il documento è stato presentato durante l’evento; per riceverlo conviene consultare il sito ufficiale di ANGI o contattare l’ufficio stampa dell’associazione.
Fonti: comunicato stampa ufficiale ANGI del 20 ottobre 2026; ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori; OGR Torino; Fondazione CRT.

