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Risotto alle fragole: il cult degli anni ’80 che non passa mai

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Risotto alle fragole

Ci sono piatti che nascono per necessità, altri per ispirazione. E poi ci sono quelli che spiazzano, sorprendono, dividono. Il risotto alle fragole è uno di questi. A prima vista sembra una di quelle idee strampalate che nascono per fare colpo sui social. Invece no. Questo piatto esiste da tempo e nasce in Veneto, dove sanno bene come fare il risotto e non scherzano quando si tratta di cibo.

Nelle campagne tra Verona e Vicenza questo risotto si faceva già quando i nostri nonni erano bambini. Allora si mangiava quello che c’era, e se c’erano le fragole mature da qualche parte, finivano anche nel risotto.

Il vero boom di questo piatto è arrivato negli anni Ottanta. Quello che era rimasto confinato nelle cucine venete ha iniziato a diffondersi in tutta Italia, cavalcando l’onda della nuova cucina italiana che cercava abbinamenti originali. I cuochi più creativi l’hanno scoperto e reinterpretato, portandolo da Nord a Sud.

In quegli anni molti ristoranti hanno iniziato a proporlo nei menu primaverili, spesso come piatto della casa o specialità regionale. Da allora è diventato uno di quei classici particolari che ogni italiano conosce, anche se non tutti hanno mai avuto il coraggio di provarlo.

Un abbinamento che funziona davvero

Il bello di questo piatto è che, contro ogni aspettativa, il dolce delle fragole non stona affatto con il resto. Il formaggio e il brodo danno sapidità, il vino bianco della sfumatura porta acidità, e alla fine tutto si bilancia in modo sorprendente.

Chi l’ha provato racconta sempre la stessa cosa: il primo assaggio lascia perplessi, il secondo incuriosisce, dal terzo in poi non riesci più a smettere. È uno di quei piatti che sfidano le convinzioni sul cibo.

La ricetta

Per preparare un risotto alle fragole per 4 persone servono questi ingredienti:

Si inizia pulendo le fragole e tagliandole a pezzetti, tenendone da parte circa un terzo per la fine. La cipolla va tritata finemente e fatta rosolare nel burro fino a quando diventa trasparente.

A questo punto si aggiunge il riso e lo si fa tostare per un paio di minuti, mescolando sempre. Quando i chicchi diventano trasparenti, si sfuma con il vino bianco e si lascia evaporare completamente.

Dopo aver aggiunto il primo mestolo di brodo caldo, si prosegue la cottura per circa 10 minuti. A metà cottura entrano in gioco i due terzi delle fragole tagliate, che si mescoleranno al riso rilasciando colore e sapore.

Gli ultimi 8 minuti di cottura richiedono attenzione: il brodo va aggiunto poco alla volta, sempre mescolando. A cottura ultimata si spegne il fuoco, si aggiungono il Parmigiano, il burro rimasto e le fragole crude tenute da parte.

Il risotto deve risultare cremoso ma non colloso, con i chicchi ancora consistenti e il caratteristico rosa pallido che lo rende riconoscibile.

Un piatto che racconta il territorio

Quello che rende speciale il risotto alle fragole è che parla del posto da cui viene. Le fragole sono coltivate nella zona di Verona e dintorni. Il riso cresce nella pianura padana da secoli. Il vino bianco è una delle eccellenze del territorio veneto.

Anche se si può trovare in tutta Italia, mangiarlo in Veneto ha un gusto diverso. Chi visita la regione in primavera e ha il coraggio di ordinarlo, spesso scopre che vale la pena uscire ogni tanto dalla zona di comfort anche a tavola.

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