Cyber & Tech

Italia e tecnologie quantistiche: tra ricerca, industria e investimenti per guidare la rivoluzione del futuro

408
Italia e tecnologie quantistiche, ricerca e imprese verso il futuro

L’Italia si prepara a vivere una delle trasformazioni tecnologiche più importanti del nostro tempo: la rivoluzione quantistica. Non si tratta soltanto di un passo avanti nel campo della ricerca scientifica, ma di un vero e proprio cambio di paradigma destinato a incidere profondamente su industria, economia, sicurezza e competitività internazionale.

Il tema è stato al centro della conferenza organizzata a Napoli dal Ministero degli Esteri presso l’Osservatorio di Capodimonte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, un incontro che ha riunito addetti scientifici, esperti spaziali e rappresentanti del mondo agricolo e industriale. Da questo appuntamento è emersa una linea chiara: per garantire all’Italia un ruolo di primo piano nello scenario globale delle tecnologie quantistiche è necessario un investimento pari a un miliardo di euro nei prossimi cinque anni.

Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha definito le tecnologie quantistiche “un cambiamento di sistema”, sottolineando come i loro effetti potranno avere ricadute positive in diversi settori: dalla farmaceutica alla meteorologia, dalla geologia alla sicurezza informatica. L’avvio ufficiale di questo percorso è datato 10 luglio 2025, giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche, un documento strategico reso disponibile online dal 5 settembre.

L’adozione di questa strategia rende l’Italia competitiva a livello internazionale. Secondo Bernini, infatti, “le tecnologie quantistiche si applicano non solo alle pubbliche amministrazioni e alla ricerca, ma anche e soprattutto alle imprese, che potranno sfruttarne i benefici per innovare e restare al passo con un mondo in costante trasformazione”. Il concetto chiave è la velocità: per non restare indietro, occorre adeguare le strategie nazionali con prontezza, e il governo italiano sembra aver compreso la sfida.

Al fianco delle tecnologie quantistiche, un ruolo determinante lo giocherà il supercalcolo. Antonio Zoccoli, presidente del Centro Nazionale di Ricerca in High-Performance Computing (ICSC) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha ricordato come l’Italia sia oggi “tra i primi tre Paesi al mondo per potenza di calcolo”. Questa posizione di rilievo rappresenta un vantaggio competitivo da non sottovalutare: combinare supercalcolo e tecnologie quantistiche permetterà all’Italia di esplorare scenari fino a pochi anni fa impensabili.

Tommaso Calarco, professore di Fisica teorica della materia all’Università di Bologna e coordinatore della Strategia nazionale, ha rimarcato come il documento sia frutto di un grande lavoro di squadra che ha coinvolto diversi ministeri – Esteri, Difesa, Imprese e Made in Italy – oltre alla Presidenza del Consiglio, al Dipartimento per la Trasformazione Digitale e all’Agenzia nazionale per la cybersicurezza. Questa collaborazione istituzionale rappresenta un segnale forte della volontà del Paese di puntare su un futuro tecnologico integrato e sicuro.

Calarco ha sottolineato inoltre che la raccomandazione di investire un miliardo in cinque anni non è soltanto un desiderio della comunità scientifica, ma una proposta condivisa da attori politici ed economici. “Siamo molto contenti e ottimisti – ha dichiarato – perché questa strategia è stata accolta in maniera ampia e corale”. Ora la palla passa alla Legge di bilancio, che dovrà sancire l’impegno economico effettivo e trasformarlo in azioni concrete.

Gli obiettivi sono chiari: creare nuove infrastrutture, sostenere la ricerca applicata, rafforzare la collaborazione con l’industria e formare nuove generazioni di esperti. In un mondo dove gli Stati Uniti, la Cina e l’Unione Europea stanno già investendo somme ingenti per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche, l’Italia non può permettersi di restare indietro. Le ricadute di questa rivoluzione, infatti, andranno ben oltre i laboratori: dalla simulazione di nuovi farmaci più efficaci alla previsione accurata dei cambiamenti climatici, fino a sistemi di sicurezza e comunicazioni inviolabili.

Il settore privato avrà un ruolo determinante. Le imprese italiane potranno sfruttare queste tecnologie per aumentare la competitività internazionale, innovare processi e prodotti e creare nuove opportunità di business. La sinergia tra pubblico e privato sarà quindi fondamentale per tradurre la ricerca scientifica in soluzioni concrete per il mercato.

Il progetto prevede inoltre un forte collegamento con le altre istituzioni europee, in particolare con le iniziative promosse a livello comunitario per sviluppare infrastrutture e standard condivisi. L’Italia, grazie alla sua posizione nel campo del supercalcolo e alle eccellenze scientifiche distribuite sul territorio, può diventare un punto di riferimento non solo a livello continentale, ma anche globale.

Il percorso non sarà semplice né privo di ostacoli, ma la determinazione delle istituzioni, unita alla solidità della comunità scientifica e al dinamismo delle imprese, sembra garantire una base solida per affrontare questa sfida. Il messaggio lanciato da Napoli è chiaro: l’Italia vuole esserci, vuole investire e vuole essere protagonista nella nuova era delle tecnologie quantistiche.

Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.